Possiamo dire che ci sentiamo di condividere in toto il seguente commento, postato in calce a un articolo di Francesco Toti sul Corriere.it e che riporta un intervento di Pietro Mennea contrario alle Olimpiadi a Roma nel 2020.
“In altre occasioni non mi sono trovato d’accordo con il signor Mennea, ma in questo caso non saprei dargli torto, se anche è vero che per la Cina non si sono verificati eventi recessivi in concomitanza con la scorsa edizione dei giochi, bisogna considerare le enormi dimensioni del paese dal punto di vista economico e di popolazione, le sue caratteristiche di economia capitalista a direzione centralistica statale su cui è inutile dilungarsi. Le numerose costruzioni abbandonate che le Olimpiadi hanno lasciato in giro per il mondo in Italia diventerebbero innumerevoli e Roma ha tanti esempi che si potrebbero citare anche con eventi “sportivi” di minore impatto. Non ho messo “sportivi” tra virgolette a caso, oramai le Olimpiadi non sono altro che spettacolo e circo mediatico, se smettessimo di farle per qualche decennio ne sentirebbero la mancanza solo i dirigenti del CIO, del CONI e dei suoi omologhi nel mondo, nonché i giornalisti sportivi e le televisioni, non certo i veri sportivi del mondo, che praticano sport per il piacere di farlo, non per avere una carriera assicurata, nelle varie forze armate che si riempiono di falsi dilettanti, o negli elefantiaci apparati appunto del CIO e del CONI e omologhi. Riguardo all’osservazione che proprio nelle recessioni è opportuno che gli si facciano investimenti sono d’accordo, ma in beni durevoli, come la ricerca e l’istruzione.”
Così come condividiamo quest’altro più breve postato sotto una risposta di Juri Chechi sul medesimo giornale.
“Ma dove ha vissuto la sua vita caro Juri? Ha passato l’età delle favole, venga a vedere gli impianti abbandonati delle Olimpiadi invernali, vada leggere i conti, ancora incompleti per i costi non ancora calcolati per la dismissione di tali impianti. In vari paesi, inoltre, moltissimi volontari hanno contribuito a far funzionare la macchina organizzativa, lei crede che in Italia, con la fiducia che c’è nella dirigenza politica e sportiva, si troverebbero le migliaia di volontari necessari? Al momento attuale credo che il migliore sponsor delle Olimpiadi a Roma possa soltanto essere la criminalità organizzata, dopo che avremo ridotto il suo giro d’affari e la corruzione politica e amministrativa a livelli nord-europei potremo ripensarci, se ancora avremo voglia di spendere danaro per manifestazioni e spettacoli d’elite, anziché per dare sport nei quartieri e nelle scuole.”
Ciò che tuttavia ci ha piacevolmente sorpreso è stato il tenore della maggior parte dei commenti, sembra che finalmente si stia diffondendo una certa insofferenza per lo sport spettacolo, ci auguriamo che in generale si diffonda la cultura dello sport non competitivo per la salute e la felicità delle prossime generazioni.